WINNERS

2020 Arch. Diego Conradin Vincenz Perez,
2019 Arch. Elena Pozzoli, Italy
2018 Arch. Juliette Blatter, France
2016 Arch. Alice Valtellino, Italy
2015 Arch. Geng Tian, China
2014 Arch. Nicola Andreani, Switzerland
2013 Arch. Lorenzo Roberto Pini, Italy
2012 Arch. Matteo Rapazzini, Italy
2011 Arch. Stefanie Häusler, Switzerland
2010 Arch. Jessica Stuecklin, Switzerland
2009 Arch. Chloe Portelette, France
2008 Arch. Francesco Ricci, Italy
2007 Arch. David Bellasi, Switzerland
2004 Arch. Mitsunori Sano, Japan
2003 Arch. Lidor Gil-Ad, Israel
2002 Arch. Claudia Scholz, Germany
2017 Arch. Yuan Zhimin, China
2006 Arch. Alessandro Martinelli, Italy
2005 Arch. Anna Medeossi, Italy

Architect Diego Conradin Vincenz Perez,

Academic jear 2019-2020

Atelier: Kersten Geers

Project: The Last Gas Station, A carbon-neutral fuel plant along the E35, Chiasso

Members of the jury

Dir. Riccardo Blumer, Arch. Roberto Briccola, Arch. Alessandro Scandurra,  Prof. Howard Burns, Zeno Filippini

Motivation

In questo particolare momento storico che ha privato gli studenti dello stimolante confronto in presenza con il docente ma soprattutto con gli altri, ci troviamo a valutare la grande quantità di lavoro svolto.

La giuria, considerati i principi di cura e sensibilità nei confronti del territorio e la necessità che i progetti di diploma siano un momento di proposta creativa e contributo al miglioramento della vita degli individui e della collettività, ha molto apprezzato che gli studenti abbiano affrontato un tema paesaggistico e territoriale.

Chiasso rappresenta un luogo di contraddizioni specifiche e il tema piu’ generale del “confine” e’ stato qui interpretato in modalità, strategie e scale diverse.

Nell’affrontare un tema cosi’ ampio, emblematico e simbolico, la giuria ha chiaramente percepito le difficoltà di comunicare e rendere chiaro il rapporto migliorativo tra progetto e stato delle cose.

Queste difficoltà sia tematiche che di modalità operative non hanno bloccato la grande professionalità con la quale sono state sviluppate le diverse strategie di intervento, ma temiamo abbiano limitato l’opportunita di  costruire proposte efficaci e sintetiche di trasformazione che non solo risolvano questioni architettoniche e urbane,  ma che dichiarino un nuovo sguardo ampio sulla trasformazione del paesaggio  capace di produrre una reale proposta di miglioramento della vita degli individui attraverso il loro rapporto con il contesto sia naturale che urbano all’interno di una visione di sviluppo evolutivo della collettività.

Ora veniamo al  diploma, come atto coraggioso e generoso, che unisce visione e realtà, che sa muoversi verso una concreta evoluzione culturale.

Il diploma selezionato di Vincenz Perez Diego Conradin sa interpretare  in maniera strategica e allusiva sia il tema generale del “confine” che la natura specifica della città di Chiasso, che nelle sue infrastrutture si estende  nel territorio, oltre a porre lo sguardo del progetto in termini piu’ ampi con una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, tra infrastruttura e urbanità.

 

Il tema specifico della “stazione di benzina ecologica”,  anche se rappresenta una sottile forzatura sia dal punto di vista tipologico, dimensionale e tecnologico, e’ stato affrontato in maniera convincente sia alla scala paesaggistica che a quella architettonica e figurativa e i disegni riescono a costruire un immaginario di reale trasformazione dei comportamenti della collettività.

The diploma work theme

Chiasso Ponte Chiasso. Integrazione*

Con il Diploma di quest’anno rimarremo molto vicini all’Accademia. Ci concentreremo infatti su Ponte Chiasso, il valico di frontiera tra Chiasso e Como, esaminando il territorio racchiuso in un cerchio di 3,5 km di raggio che comprende una varietà di situazioni e siti interessati dal confine, con le sue particolari implicazioni economiche e sociali, le sue infrastrutture e le differenze di valuta, valori, leggi ed organizzazioni politiche. Gli studenti dovranno analizzarne la situazione urbana, sociale ed economica, e svilupperanno i propri programmi affrontando problemi e temi vincolanti: migrazione e integrazione, alloggi a prezzi accessibili, quartieri cittadini inclusivi, modifica dei flussi urbani o nuovi modelli di mobilità e condivisione. All’insegna della sostenibilità, cercheremo di ottenere i risultati migliori col minimo impatto negativo.
Il tema dell’integrazione presuppone un atteggiamento generalmente inclusivo e affermativo, che combina architettura e natura straniere e locali, vecchie e nuove, e il progetto col contesto urbano, sociale ed economico.

Atelier professori responsabili

  • Francisco e Manuel Aires Mateus
  • Walter Angonese
  • Michele Arnaboldi
  • Valentin Bearth
  • Martin Boesch
  • Frédéric Bonnet
  • Marc Collomb
  • Yvonne Farrell e Shelley McNamara
  • Kersten Geers
  • Quintus Miller
  • João Nunes e João Gomes da Silva
  • Valerio Olgiati
  • Muck Petzet
  • Jonathan Sergison

* Fonte: arc.usi.ch, didattica, diploma

Fotografia

Ponte Chiasso (CO). Dogana, 1964. Quando si andava in Svizzera col filobus! La linea filoviaria Como-Chiasso, convertita da tranviaria nel 1938 e chiusa quarant'anni dopo, aveva capolinea proprio di fronte alla dogana italo-svizzera di Ponte Chiasso. In questa immagine a colori il Fiat 668 Stanga n. 92 STECAV è ripreso mentre impegna l'anello d'inversione per ritornare verso il capoluogo lariano. (Collezione Federico Ferraboschi)

Chiasso Ponte Chiasso. Integration*

With the Diploma 2020 we will stay very close to the Academy and focus on Ponte Chiasso, the border-crossing between Chiasso and Como, examining a circle of 3,5 km radius to include a variety of situations and sites that are affected by the border: its specific economic and social implications, its infrastructures and the differences of currency, value, laws and political entities.
The students will be researching the urban, social and economic situation and develop their own programs and typologies, addressing constraining problems and tasks – like migration and integration, affordable housing, inclusive city quarters, redirecting urban flows or creating new models of mobility and sharing. In the sense of sustainability we will try to achieve the most positive with the least negative impact. The topic of Integration points towards a general integrative and affirmative attitude – integrating foreign and native, old and new, architecture and nature and the project with the urban, social and economic context.

Design Studios Professors in Charge

  • Francisco e Manuel Aires Mateus
  • Walter Angonese
  • Michele Arnaboldi
  • Valentin Bearth
  • Martin Boesch
  • Frédéric Bonnet
  • Marc Collomb
  • Yvonne Farrell e Shelley McNamara
  • Kersten Geers
  • Quintus Miller
  • João Nunes e João Gomes da Silva
  • Valerio Olgiati
  • Muck Petzet
  • Jonathan Sergison

* Source: arc.usi.ch, courses, diploma

Photo

Ponte Chiasso (CO). Border, 1964. (Collection Federico Ferraboschi)

About this project

The Last Gas Station
A carbon-neutral fuel plant along the E35

The highest levels of air pollution and one of the highest densities of Gas Stations of Switzerland overlap on Chiassese ground, constituting the Swiss epitome of both, environmental issues and their genesis. Here, The Last Gas Station is placed to act, providing fuels that are synthesised with emerging technologies out of the carbon dioxide and water from the atmosphere. When burned, this propellants add as much carbon to the atmosphere as they remove during their production, potentially providing carbon-neutral fuels for the highway traffic during the next few decades, until it transitions from combustion-engines to electrical-motors.

By using this technology, the building highlights the presence of pollutants in the air and conveys the importance of civic action within environmental movements. This message is made readable in the project by encapsulating the complex machinery into abstract (and mnemonic) forms and illustrated by indicating their relation with either the air or the vehicle: On one side, the machinery that captures the pollutants and produces the fuels is hidden in the orthogonal tower, that rises to the sky to confront the winds; on the other, the hanging roof houses the gas station and is curved in analogy to the dynamic movement of vehicles. In addition, the propellants, rather than being pumped out of the ground, run from the top of the tower along the cables and reach the gas station through its roof, rhetorically indicating that they derive from the air. The different components are then reconciled with complementary-looking cable-structures and reddish visibility-balls, while a light ETFE membrane is used as a minimal skin to protect and hide the machinery, and to cover the gas station. The appearance of the tower mirrors the two-step process involved in the production of fuel: carbon capture and fuel synthesis. The first is driven by 204 identical Air Capture Modules, allowing for the design of a specifically tailored unit. The second works with a wide range of elements used to store and process the fuels; these vary in size and are connected in different direction, requiring a unit that provides space for unforeseeable components. Four further structural units connect the tower to the ground and to the cables.The machinery is then taken care off though the facade from a maintenance gondola, whose crane is also used for the self-assembly of the tower, dispensing the need of an additional high-rise crane.

The building is strategically placed within a roundabout at the common point among current highway, and the prospective highway-section of the “Porta Sud delle Alpi” project. The wide roundabout provides spaces for connections with either highways and the cantonal road.

Project drawings

© Copyright Academy of Architecture Mendrisio / Architectural project by Diego Conradin Vincenz Perez / Architectural model images by Alberto Canepa.